Negli ultimi 10 anni si è visto un incremento notevole della climatizzazione a pavimento sia per riscaldamento che per il raffrescamento. Il cosiddetto radiante a pavimento costituito da tubi a serpentina opportunamente dimensionati provvedono ad entrambe le funzioni, alimentati ad esempio da una Pompa di Calore.
La realizzazione di un impianto di questo tipo, se di qualità, presenta vantaggi in termini di risparmio, omogeneità della temperatura e benessere. Si basa sul principio dell’irraggiamento. Secondo questo principio della fisica, lo scambio di calore avviene attraverso il trasferimento di energia tra due corpi con temperature differenti. Con il sistema di irraggiamento, a differenza delle modalità di scambio termico per conduzione e convenzione che necessitano di un mezzo interposto, la trasmissione del calore si verifica anche nel vuoto, mediante onde elettromagnetiche. Grazie ai pannelli, che raggiungono superfici più estese rispetto ai tradizionali termosifoni, il caldo e il fresco si propagano più velocemente e la temperatura si mantiene garantendo un risparmio energetico.
Molti però ignorano ancora oggi l'unica accortezza 'tecnica' dalla quale non si può prescindere in un impianto a pavimento come questo. È la gestione corretta del 'Punto di Rugiada', relativa solo quando si ha caldo e freddo nello stesso impianto radiante.
Vediamo Cos'è il Punto di Rugiada:
Detta volgarmente anche 'condensa', è sostanzialmente acqua sotto forma di goccioline o nebbia che si forma sulle superfici più fredde quando c'è una certa temperatura dell'ambiente e una certa percentuale di umidità dello stesso. Per cui innanzitutto non è un valore costante ma variabile (vedi immagine sotto). Nel momento in cui l'impianto funziona in raffrescamento potrebbe verificarsi la 'condensa' anche sul pavimento stesso, creando un vero e proprio problema.
Ne deriva anche che il Punto di Rugiada varia anche da stanza a stanza, perché queste non hanno la stessa temperatura ambientale, né la stessa umidità relativa.
Come gestire e prevenire quindi il formarsi della condensa?
Una possibilità semplice è quella di impostare la temperatura di mandata non inferiore a 16°C durante il raffrescamento. Tuttavia, questa è solo un’approssimazione generale (25°C aria + 58% umidità relativa), non del tutto risolutiva a causa di possibili fluttuazioni dell’umidità e non è affatto sicura.
La soluzione più professionale e precisa, si evince, è quella di monitorare le variabili in gioco nelle diverse stanze e far 'si che non si raggiunga mai il Punto di Rugiada, cioè non si arrivi alla combinazione dei 3 parametri che la creano:
1. Temperatura ambiente
2. Umidità dell’aria Relativa in %
3. Temperatura superficiale (es. pavimento)
È necessario prevedere sonde di umidità e temperatura ambientale per ogni zona e sonda superficiale (es. pavimento). In questo modo il sistema di #Domotica avrà a disposizione le tre variabili e il suo software si occuperà di gestire l'impianto di climatizzazione in modo del tutto automatico prevenendo il Punto di Rugiada perché può intervenire anticipandolo.
La formazione di rugiada può essere evitata infatti modificando l’umidità dell’aria. Il principio è simile alla “correzione del punto di rugiada” e in questo caso si agisce su un solo fattore. A questo scopo, per il raffrescamento radiante è necessario un deumidificatore (sempre consigliato).
Inoltre: affinché un deumidificatore possa essere utilizzato attivamente per prevenire la formazione di condensa, la regolazione del sistema di raffrescamento radiante deve essere in grado di attivarlo e di influenzare l’umidità. Un sistema di #domotica fa proprio questo.
Questo è il modo corretto di progettare e programmare un sistema domotico con riscaldamento e raffrescamento per mezzo di radiante a pavimento, ma anche negli impianti con radiante a parete (anche se meno diffuso).
